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Restituire l'amore ricevuto

In occasione dei dieci anni della Onlus vogliamo condividere con tutti voi l’esperienza di tre ragazze del nostro Centro Giovanile, una casa che accoglie giovani desiderose di vivere un’esperienza di condivisione alla luce del Vangelo. Le loro parole comunicano tutte le sfumature del percorso che porta ad accogliere l’altro come dono, superando timori e pregiudizi.

Il mio anno di centro giovanile si è intrecciato sin dall’inizio con le storie, con le vite, con la realtà di Raggi di Sole; un luogo, delle storie che mi interrogano e che allo stesso tempo mi fanno casa, mi fanno famiglia. Il mio essere con loro a volte può sembrare vuoto, inutile, perché non puoi cambiare la loro situazione, non risolvi i loro problemi; ebbene, in questo è il segreto: stare senza pretese, stare perché in quei volti c’è un Altro, stare perché l’amore ricevuto ha bisogno di essere restituito. Le storie ascoltate lì mi parlavano di persone che non hanno paura di tendere la mano, di mostrarsi bisognose, anche di me, e questo metteva in crisi il mio egoismo e la mia autosufficienza e mi faceva scoprire la bellezza di chiedere aiuto, di sentirmi bisognosa dell’altro. Carmen

L’esperienza al Centro Raggi di sole è stata per me un entrare in punta di piedi in un progetto già avviato nella vita delle suore, di altri volontari e delle persone che lo frequentano cercando di costruire relazioni nell’arricchimento reciproco. Condividere il pasto ma anche il semplice stare insieme, giocare, compilare un curriculum o provare a realizzare un puzzle tra una chiacchiera e una risata, è stato un costruire poco a poco nella quotidianità e nella semplicità un senso di famiglia che mettendo Gesù in mezzo va al di là delle persone in sé, pervade tutto l’ambiente e contagia come solo l’amore di Dio può fare. Silvia

La mia esperienza al centro Raggi di sole ha segnato il mio cammino in termini di relazione e disponibilità del cuore. All’inizio per me era un andare ad essere la “salvatrice”, quella persona che dà ristoro a chi è nell’afflizione con un atteggiamento quasi presuntuoso. Con il tempo ho imparato a portare agli altri ancor prima di me stessa Dio; con questa nuova consapevolezza ho messo a disposizione il mio tempo ascoltando chi aveva bisogno di parlare, giocando con chi aveva bisogno di svagarsi ricevendo nella condivisione racconti di vita. Durante questo percorso ho sempre custodito nel cuore la parola “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”. Alla luce dell’esperienza vissuta mi porto nel cuore sguardi malinconici, sorrisi e discorsi capaci di scavare dentro le mie fragilità più profondamente di quanto immaginassi. Arianna

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