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La semplicità del condividere

Mai nella vita avrei immaginato di poter scrivere un giorno poche righe che mi riguardassero così da vicino.

Chi scrive (il nome poco importa) vive solo perché nel suo percorso di difficoltà - dovuto all’ improvvisa perdita di lavoro, della casa, degli affetti e, non ultimo della salute e iniziato da quasi un anno - , ha avuto la fortuna di incontrare persone che mai avrebbe immaginato esistessero.
Ritrovarmi in un centro di accoglienza il giorno di ferragosto, dimesso dall’ospedale, senza nessun riferimento, e trovare persone disposte ad ascoltare, non ultimi anche coloro che condividevano la mia sorte nel centro.

Con l’andare dei giorni sentivo però la necessità di accostare un mondo diverso da quello. Il centro è stato un luogo di rifugio, ma a volte anche un luogo di isolamento e di depressione. L’attenzione di una delle operatrici mi ha portato ad incontrare una realtà diversa, fatta di attenzioni e di piccole cose che pensavo di aver definitivamente perso: il mangiare insieme, il dialogare, avere un luogo familiare,... Sono così approdato al centro Raggi di Sole che mi ha dato un nuovo impulso per riprendere a vivere.

Vivere è diverso dal sopravvivere.

Vivere è condividere.

Vivere è sentire la presenza di persone che al di là di ogni cosa vivono in te

e si immedesimano nei tuoi problemi.

Sopravvivere è andare avanti senza speranza.

Sopravvivere è incontrare l’indifferenza. Sopravvivere è sentirsi emarginato.

Sopravvivere è non avere più amici.

Vivere è incontrare il sorriso di chi ti sostiene e di chi ti incoraggia.

Vivere è riaccostarsi al valore delle piccole cose.

Vivere è incontrare chi ti aiuta senza in cambio chiedere nulla.

Da qui il percorso, come per incanto, è diventato più semplice. Dai primi giorni di questo nuovo anno vivo in un appartamento, in compagnia di altre tre persone, grazie alla disponibilità di una Fondazione, in attesa di un periodo ancora più bello.

P.S.: mi era stato chiesto di scrivere un articolo che non superasse le 300 parole. La soluzione migliore sarebbe stata quella di scrivere semplicemente 300 volte GRAZIE!
Assisi39

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